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Kitesurf Report: Kitesurf a Mauritus - Ottobre 2010 Diario Completo
Contributed by webmaster on Domenica, gennaio 23 @ 22:02:10 CET

Kitesurf a Mauritus Le Morne One Eye Riambel Dopo più di tre mesi dal viaggio mi sono deciso a pubblicare questo diario del nostro viaggio kitesurf a Mauritius a Ottobre 2010. Mauritius è un gran posto. Natura potente, colori e profumi, gente semplice e poco affollato. Lo consiglieri a chiunque e ci torneremo sicuramente. Da fine Agosto a fine Novembre secondo me è il periodo migliore per un viaggio fuori stagione. Temperatura media sui 25 gradi, ventilato e quasi senza zanzare. Perfetto.

Lo spot di Le Morne è fantastico e poco affollato. Manawa, One Eye e le onde pure.
Siamo stati 7 giorni pieni e abbiamo surfato 6 su 7 con onde fino quasi 6 mt.. Volo meridiana scontato, studio a 40 euro al giorno e pick up comodissimo a 27 euro al giorno per metterci tutta l’attrezzatura senza problemi. Abbiamo sempre cucinato a casa la sera, panini a mezzogiorno. Vita notturna totalmente assente o quasi. Ristoranti buoni per farsi spennare. Una gran vacanza che ci ha fatti sentire liberi…e a volte padroni del mare. Chi volesse dritte più dettagliate può contattarmi tramite il sito.


Info in pillole: Manawa è a 2 km a sx del canale. One Eye a destra. Si esce mure a sinistra. Attenzione alla corrente sempre presente e invincibile. Se vi cade il kite e siete fuori, vi recuperano con la barca al modico prezzo di 180 euro. Mai uscire o restare in acqua dopo le 17. Alle 17 il centro Mistral chiude e se siete fuori e avete qualche problema, finirete rapidamente in aperto oceano senza possibilità di recupero. One Eye: coralli affioranti, attenzione alle maree. Più avanti assenza totale di vento, per cui chi sbaglia non torna, a meno di essere recuperato. Riambel: corrente molto forte sul canale di uscita della laguna. Con bassa marea, coralli affioranti. Nessun recupero a meno che qualcuno non va a chiamare i pescatori. Gris Gris: corrente e reef basso. Baia stretta, se non si bolina a sufficienza, l'unico rientro possibile è a Riambel, a circa 5 km sotto vento.

Giorno 1

Volo Meridiana da Milano Malpensa: partenza 17:15 e arrivo a Mauritius alle 6:55 del mattino. Ottimo,riusciamo a sfruttare tutto il primo giorno.
Ci avevano detto che il viaggio di andata sarebbe stato meno faticoso perché essendo di notte avremmo dormito. Invece è un incubo di 10 ore. I sedili sono per nani considerando che io sono 1.93 e Marina 1.81 abbiamo le ginocchia in bocca. Alessandra non ha un sedile suo essendo infant. Vero che paga 23 euro invece che 500 e passa, però non sapevamo come far dormire almeno le bambine.
L’areo è strapieno , sembra di stare in un armadio volante. Lo steward mi dice che è sempre così. Gli chiedo che fa all’arrivo. Mi dice che va in albergo perché a Mauritius piove sempre. Aaaa bene!
Caldo, mancanza di spazio, Rebecca dorme, Alessandra piange, non riesce a dormire. Sete inestinguibile da aria condizionata. Il succo si, l’acqua si…i ravioli cossidetti, i simil tortellini…10 ore. Dormito zero.
Finalmente si atterra, nuvole dal finestrino, cielo variabile tendente al brutto.
I bagagli ci sono tutti, l’autista in attesa pure. Cambiamo un po’ di euro: un euro 40 rupie. Meglio cambiare in banca, ci dicono. Non c’è commissione e non ti fregano. Si carica tutto sul minibus e si parte per La Gaullette, un piccolo villaggio a 4 km da Le Morne.
Le strade sono molto strette e a una sola corsia, si guida a sinistra, vietato sbagliare. Ai lati c’è quasi sempre un fosso di un metro condito di rocce e simili…sarebbe poco salutare un errore di misura. Come faremo a guidare il pick up affittato? Il pensiero ci lascia inquieti.
Lungo la strada è tutto bagnato, ha piovuto da poco. Sono le otto del mattino ed è quasi tutto chiuso. Ci fermiamo, diciamo in un supermarket, oppure diciamo che era tipo un rimessa da meccanico molto sporca dentro. Latte fresco? Niente, solo in polvere. Risponde l’anziana signora in francese. In polvere??? Cioè?
Ma signora, non ha il latte ma le Pringles si! Ride. Vada per le pringles, i cookies, il bidone di acqua potabile da 5 litri (quella del rubinetto non è il caso), gli snacks di Stefano che va praticamente solo a barrette e simili, come già sapevo. Piccolo furto, pago l’equivalente di 15 euro. Scopriamo in seguito che la frutta per strada costa niente, come pure i panini di Petit Palait a Le Morne.
Arriviamo allo studio, ci accoglie Ben Esau. Tutto perfetto, veramente curato e pulito. Piano terra con giardino e spazio per lavare l’attrezzatura, bella cucina equipaggiata di tutto, sala da letto grande con schermo piatto, stereo, internet wifi, aria condizionata e un bel bagno moderno, più un utilissimo e spazioso ripostiglio dove mettiamo tutta la roba. Ogni studio 280 euro la settimana, ottimo. Ben ci consegna il pick up (28 euro al giorno) e ci fa trovare due lettini per le bimbe e un bel seggiolone.
Salutiamo Marina e le bimbe che hanno un gran bisogno di dormire. Fuori piove…anche io ho sonno…ma sai com’è. A 4 km c’è Le Morne, non so se mi spiego.
Carichiamo il pick up. Perfetto, ci sta tutto, super comodo. Inizio io a guidare, primi momenti di panico. I pedali sono come i nostri, per fortuna se no sarei impazzito. Tutto il resto è al contrario. Va bè sono solo 4 km. Stefano mi fa da navigatore…e si comincia a ridere un po’ tesi però perché cerco di cambiare con la manovella del finestrino e invece il cambio è a sinistra…metto le freccie con i tergicristalli e i tergicristalli con le frecce. Intanto fuori piove e arriviamo. Parcheggio del club mistral quasi deserto, sono le dieci del mattino, nessuno in acqua, vento a tratti. Andiamo alla kite lagoon poco dopo l’Indian Resort. Due tre furgoni delle scuole, attrezzatura a terra in mostra, qualche kite gonfio a terra. Pioggia e vento che va e viene. Aspettiamo che arrivi il camioncino dei panini. Pranzo, panini ottimi ed economici (70 rupie l’uno, ovvero 1,75 euro) e poi in macchina con davanti il mare e il cielo grigi, le raffiche di pioggia sul parabrezza. E’ un attimo e ci addormentiamo…saranno 20 minuti più o meno…nessuna percezione del tempo, siamo cotti di stanchezza. Consultazione sul da farsi. Il vento va e viene ma se sto ancora in macchina mi addormento e mi sveglio stasera. Stefano e d’accordo, usciamo e si monta il 13 io e l’11 lui. Tanto vale fare un uscita e prendere confidenza con l’ambiente. Ma cavolo siamo a Le Morne! Cos’è sto tempo di merda!
Il vento sale, lancio Stefano che entra in acqua e non fa in tempo a tirare un bordo che il vento cala. Rientra e mette giù. Ci provo io poco dopo. Lancio e neanche entro in acqua che il vento cala. Rimetto giù. Ripiove. Si rialza il vento…mi sono rotto. Rilancio e sia quel che sia. Se devo bagnare tutto e non fare un bordo va bene lo stesso. Il vento tiene e comincio a fare su e giù davanti un dieci minuti. Rientro appena in tempo. Altro calo. Stefano mi guarda da sotto un albero, comincia ad avere freddo. Riparte ancora il vento…e rientriamo tutti e due. Tiene per una mezz’ora e approfittiamo per un po’ di salti e bordi. Che si fa andiamo a casa? Per oggi può anche bastare…non dormo da 36 ore. Mmmm, il vento riparte e il dubbio come sempre ti lascia indeciso. Tanto, piuttosto che stare in casa a guardare fuori la pioggia preferisco stare a mollo qui, dice Stefano. Concordo. Riusciamo e il vento questa volta tiene. I bordi si allungano, butto l’occhio a Manawa ma sapendo dei rischi, specialmente in una giornata come questa, di rimanere senza vento a largo, ci teniamo a debita distanza. Ormai siamo nella zona davanti al club mistral e quello che era sembrato un brutto inizio si sta trasformando in un ottima prima uscita.
Avevamo deciso di lasciare stare Manawa per oggi, ma il vento sembra tenere e…solo uno sguardo mi dico. Sono anche da solo perché Stefano saggiamente non se la sente. Punto li e un kite sotto costa si stacca dal gruppo e mi segue. Arriviamo e ci sono delle belle onde di tre metri e più che ci fanno l’occhiolino. Vengo meno alla promessa fatta, guardare ma non toccare, e ne surfo una. Delizia per le pinette! Anche l’altro kiter si da da fare…ma dopo un due onde dal mare ci sono segnali poco rassicuranti. Il vento con qualche raffichetta smorta ci avvisa…muovete le chiappe o vi lascio qui! Sono le 16:30 quindi a club mistral aperto e recupero di emergenza possibile, ma non avevo nessuna voglia che questo accadesse mai, figuriamoci al primo giorno.
L’altro kiter surfa l’onda e schizza via. Vado a prendere la mia e parto anche io. Sarà stato 1 minuto dopo ma il vento cala. Rispetto il mare e la natura…ti avvisano e se tu ignori gli avvisi sono affari tuoi. Pompo via ma il vento è poco. Non ci posso credere! Ma ecco una raffica e riparto bene in planata. Mi rilasso un po’…ce la faccio. L’atro kiter è già in zona sicura oltre il piccolo reef. Sono ancora nel canale tra i due reef, ricala il vento, pompo ma non basta e mi fermo. Panico no…ma lo domanda è stata: e adesso? Lavoro il kite per tenerlo su, saranno trenta secondi ma sembrano di più. Raffichetta…pompate alla disperata di gran lasco. Tiene un po’ e arrivo al piccolo reef. Da qui volendo posso camminare e nuotare…volendo. Ma non volendo?
Non mi sento al sicuro. Altra raffica smorta, altro gran lasco e rientro. Stefano mi dava quasi già per spacciato. Impacchettiamo tutto e si torna a piedi e contenti alla kite lagoon. Siamo a Le Morne!
Rientro a casa e piove. Sarà meglio domani no? Ci diciamo. Si parte per il supermercato che è già buio. Piove, non si vede un tubo, le macchine nel senso contrario sfrecciano e ti abbagliano.Le bimbe dormono distrutte. La strada è stretta e il fosso sempre li che ci aspetta. Spesa rapida dimenticando un sacco di cose. Tranne le baguette e i succhi tutto ha prezzi piuttosto alti. La roba fresca è tutta italiana e costa uno sproposito. Tipo pacchetto di wurstel 4 euro. Se non lo vuoi fresco c’è surgelato e costa meno. E’ quasi tutto surgelato! La carne viene dall’austria o dall’australia e costa un botto. Ci chiudono quasi dentro. Alle sette, il cosidetto centro commerciale con le piastrelle bianche sporche dove i clienti camminano a piedi nudi, chiude. Fermata al distributore dove la benzinaia ride e ride. Non ci vuole dire perché ma alla fine ci mostra che abbiamo due gomme davanti molto diverse. Una è molto più piccola dell’altra e senza tacchetti…effettivamente il pick up è un po’ buffo così.
Rientro e cena con spaghetti portati da casa. Sveniamo sui rispettivi letti.

Giorno 2

Sveglia alle nove dopo 12 ore di sonno continuato. Aaaa…baguette e nutella. Quella si che ce la siamo ricordata! Fuori il tempo è variabile ma c’è il sole. Con calma ci prepariamo. Il programma è: surfata dalle 1030 alla mezza, panini al marlin affumicato e ananas e poi in gita. Arriviamo a Le Morne…non c’è un filo di vento. Mmmmm…pochi minuti e il programma cambia. Gita al parco dei coccodrilli e delle testugini. Yuuhuu! Sinceramente preferisco la natura agli animali in cattività, mi fanno pena. Però per la famiglia è sicuramente divertente. Non siamo mica venuti qui solo per surfare verooo??? Si parte e per strada ci si guarda intorno. C’è chi c’ha la villetta e c’è chi c’ha la baracca di lamiera. Tutti però puliscono e spazzano e tagliano il prato. Ogni spiaggia ha i suoi addetti. Bei colori nella laguna.Si va vanti chiedendo indicazioni e i km diventano secondo me un po’ troppi per il primo giorno…ma non lo dico. Per strada ogni tanto ci sono dei dossi rallentatori che se non rallenti ci lasci l’avantreno. Ne bastano un paio per capire la lezione. Intanto il mare si increspa…e io come sempre divento nervoso. Se vedo le occhette e le raffiche che viaggiamo mi prende una certa urgenza…non so se mi spiego. Si arriva al parco dei coccodrilli che è mezzogiorno. Troppo tardi secondo me e non riesco a rilassarmi. Le testugini giganti ok, i coccodrilli ok, le scimmie, i pesci, i pipistrelli…sono anni che l’italiano medio è imbottito di questa roba, tra documentari, quark e discovery channel…insomma quello che manca è la sorpresa. Acceleriamo i tempi, bello bello ma qui tocca andare a Manawa! Si torna e il vento ci accompagna, le ultime curve e si vede lo spot. Sono tutti fuori! Via al parcheggio, arma la nove, lancia e ….finalmente dritti a Manawa. Le onde erano meglio il giorno prima, ma qualcuna da tre metri c’è. Solo che bisogna fare un po’ a spallate per surfarle. Devo dire che essendo anche un windsurfer, quando ne vedevo uno prendere l’onda gli davo sempre e subito acqua perché so quanto se la sudano. Col kite se vuoi le rubi tutte,e in barba alla precedenza.
Stefano è su e giu che non ne prende una. L’avevo avvisato che all’inizio è così e che bisogna prendere il giusto ritmo…gli altri surfano belle onde e quando arrivi tu c’è il piatto o poco meno.
Comunque due ore e mezza passano con gran divertimento di tutti e mentre mi surfo un onda il kite mi tocca l’acqua quel tanto da fermarsi. Cerco di rilanciarlo ancora sull’onda, ma la posizione relativa è cambiata e adesso il kite che prima era in power zone adesso è a bordo finestra. La schiuma mi passa sopra. Esco e cerco di rilanciare ma arriva un'altra onda e il kite parte inverso con la superficie sotto messa di sopra. Poi si schianta giù così. Stessa domanda del giorno prima: e adesso? Le leggende dicono che il recupero fuori il piccolo reef costa 180 euro, e dentro 100. Ma non credo che siano solo leggende...li ho visti i pescatori a riva con la barca e l'occhio avido e vigile all'orizzonte...e non erano li per vendere pesce. Tiro le lineee del depower mentre il kite riparte per conto suo rovesciato e lo rivolto con un po’ di fortuna nello stesso senso senza intrecciare i cavi. Adesso il kite è giù con la leading edge verso il vento ma non accenna a voler ripartire. E’ bagnato e c’è poco vento. Nuoto per tirami via dalla zona surfabile perché sono proprio in mezzo. Un po’ di casino coi cavi, insisto, tira qua, tira la, nuota. Stefano è già pronto ad andare a chiamare la barca. Troppa fretta gli dirò in seguito. Prima si prova a fare in due in qualche modo. Rilancio finalmente, un cavo è intrecciato e la barra ha un loop che me la tiene inchiodata giù sul gancio a piena potenza. Vado via così, appeso come una provola, fino al piccolo reef dove con calma capisco cosa devo far fare alla barra per tornare alla situazione normale. Manawa per oggi basta. Giriamo un po’ sul piccolo reef e poi si rientra. Bagno, frutta fresca a volontà e tramonto sul mare. Anche Stefano si è rilassato. Ha surfato a Manawa. Marina ci prepara un ottima cena, siamo tutti più rilassati, decisamente.

Giorno 3

Ormai gli orari sono collaudati. Sveglia alle otto, baguette e nutella e via in gita. A Le Morne non c’è vento.
Si va a Chamarel dove vediamo una bellissima cascata e la famosa terra dai sette colori. La cascata bella, spettacolare. Le terre dai sette colori…mmmm. Ci guardiamo io e Marina e facciamo varie battute. Più in la un recinto con 4 testuggini immobili. Facciamo una strada per qualche chilometro e ci fermiamo per vedere un po’ di giungla. Piante strane, foglie enormi, fiori improbabili. Molto bello. Foto con vista della laguna.
Non c’è un filo di vento e siamo veramente dubbiosi. Le previsioni davano una giornata a rischio. Passiamo a casa a caricare l’attrezzatura e via sullo spot. Si, a rischio di troppo vento! 24 nodi! Bello sto posto, ci piace proprio. Stefano va in acqua con l’11 e il twin tip a prendere un po’ di cartelle e io convinco Marina a prendere una lezione di kite. Ha una paura fottuta ma decide per il si. L’istruttore Steven la veste di trapezio, caschetto, scarpette e occhiali da sole. Gli arma un nomad 5 e vanno in acqua. Rilanci, otto e body drag, Marina esce contenta e determinata a proseguire il giorno dopo. Intanto ho fatto mangiare le bimbe e il panino al marlin per lei è li che aspetta, fragrante, nella sua busta di carta.
Appuntamento con Stefano al club mistral, dove mette giù e prende il surfetto. Armo la nove e usciamo dritti per Manawa. Le onde sono poche e quelle buone ancora meno di ieri. C’è qualche kiter che non capisce una sega di precedenze…me ne rubano un paio che erano mie, uno mi fa anche cadere e macinare. I windsurf invece, sempre corretti, non ne hanno sbagliata una.
Stefano ha già un ora e mezza di twin tip sulla gobba, e dopo tre ore di Manawa è cotto. Abbiamo imparato molto però. Con tutti quei kite o manovravi veloce e preciso oppure potevi anche lasciar perdere.
Si torna in planata al lasco e sotto il verde del fondo che poi gira al giallo della sabbia sotto costa. Alzi gli occhi dal mare, dove di solito li tieni incollati, davanti la montagna di Le Morne, il nugolo di kite a costa, i windsurf e gli altri a one eye. Stupendo, non lo scorderemo. Siamo veramente cotti, anche se l’adrenalina non ce lo fa sentire del tutto.
Come al solito in spiaggia tanta frutta. Questa volta esagero e oltre al cocco fresco da bere e l’ananas, ci mangiamo anche una papaia intera. A casa la sera ormai abbiamo preso il giusto ritmo. Ottima cena, due chiacchiere e a letto.

Giorno 4

Ci alziamo alle 8 dopo una notte di sonno agitato per la stanchezza. Dolori dappertutto. Ci guardiamo allo specchio. Siamo gonfi come zampogne ! Colazione con la solita baguette e nutella , latte e succhi tropicali. Si parte per le cascate di rochester. Indicazioni all’inizio ben chiare poi cartelli fatti a mano. La strada si stringe sempre di più ed è piena di buche. Arrivati. Parcheggio un po’ fangoso e un chioschetto di frutta con 4 mauriziani seduti a guardare. Uno sguardo dall’ alto e poi scendiamo per il sentiero. Ci sono i banani, si vedono i caschetti di piccole banane verdi che crescono in sequenza. Atmosfera suggestiva, non ci sono altri turisti, il terreno è pieno di radici contorte. Le cascate scendono su pilastri esagonali di roccia nera vulcanica.
Proseguiamo per Gris Gris. Bellissimo belvedere sulla spiaggia dove non c’è nessuno. Sarà perché ci sono 26 nodi di vento da nord est? Forse. Comunque è una bella spiaggia e con belle onde sui 2 mt. Sarebbe bello uscire qui, ci diciamo. Sicuri di trovare un gran vento come nei giorni scorsi, torniamo a le Morne.
Le ultime curve prima di vedere lo spot e…nessuno in acqua! Ma come? Se c’era vento più su qui doveva essere ancora meglio! Passiamo allo studio a caricare l’attrezzatura sul pick up e poi via a Le Morne alla kite lagoon per chiedere ai locals indicazioni. C’è solo un istruttore a cui chiediamo e ci dice, testuali parole, che oggi è una merda. Gli diciamo che su c’è vento e appare stupito. Gli chiediamo di Gris Gris di cui ci dice solo che li fa onda grossa ma non ci da altre indicazioni o controindicazioni, soprattutto. Marina avrebbe voluto fare la sua lezione ed è piuttosto contrariata. La capisco ma ci sarà sicuramente presto un'altra occasione. Ok allora, passiamo al club mistral a prendere le solite stupende baguette al marlin affumicato. Sono tutti li come al solito parcheggiati con i pick up a guardare il mare leggermente agitato da un venticello da sud poco promettente. Nessuno in acqua. Sarà che siamo abituati a correre per prendere il vento, ripartiamo subito per Gris Gris. Dopo 40 minuti circa arriviamo. Il vento è calato sui 16-18 nodi ed è in arrivo anche un po’ di bassa marea. Effettivamente il fondale sembra poco profondo nella zona dei frangenti, a parte un settore al centro. Stefano è giustamente dubbioso ma io ho voglia di provare, perché a parte il fondale tutte le altre variabili sono buone, compresa la spiaggia dove lanciamo senza problemi. Marina e le bimbe si mettono all’ombra ad osservare. Entro in acqua abbastanza cauto, parto in planata col surf, passo la schiuma e salto l’onda che mi viene incontro sui 2 mt circa. Sembra tutto ok, bolino per un centinaio di metri non di più e torno subito indietro per vedere se si riesce a gestire il sopravento, la corrente etc. Sembra tutto a posto, mi avvicino, drop in sull’onda e la surfo. Sembra tutto perfetto ma l’acqua ha un colore troppo marrone…marrone di reef! E infatti sento una pinna che picchia sotto una, due, tre volte e ogni volta un inchiodata. Alla terza cado.
Adesso mi rendo conto che qui è peggio di one eye. Forse due ore prima era meno pericoloso ma ora decisamente no. C’è un tratto di reef sulla sinistra che è molto basso, surfata l’onda ti trovi su 20 cm d’acqua col corallo sotto. Riferisco a Stefano che comincia amettere via la roba. Provo giusto un altro mini bordo fino al punto critico ed effettivamente c’è un settore un po’ più profondo. Altro bordo a uscire. Supero la schiuma e il frangente e sono di nuovo fuori. Inverto e torno attento…rigido e preoccupato. Ci sarà pure un settore fattibile…ma così non si può surfare. Sono qui per divertirmi e non per squartarmi sul corallo. Passo la zona critica arrivo a costa e metto giù.
Rapida consultazione e decidiamo di andare ad una spiaggia con la laguna davanti a pochi chilometri di distanza. Si carica tutto e via. Neanche mi cambio.
Arriviamo a Riambel, spiaggia bellissima e deserta se non per i mauriziani addetti alla spiaggia, sempre presenti dappertutto, laguna turchese davanti e…vento side! Sembra perfetto. E’ perfetto!
Il sogno di una vita realizzato. Uno dei tanti. Ma chi tra noi surfisti non vorrebbe surfare da soli, davanti a una spiaggia deserta, sole e neanche una nuvola, acqua piatta e turchese e 20 nodi?
Due ore di stupore e godimento. Quasi non ci credo che sta accadendo perché cose così le ho viste solo su you tube. Facciamo tutto quello che ci viene in mente. C’è pure un specie di piccola penisola di sabbia su cui saltare per poi ripartire da terra senza levare i piedi dalle straps. Marina scarica tutte e due le batterie a forza di foto e filmati.
Il sole cala. Mettiamo giù, ricarichiamo e si torna a casa felici. Lungo la strada compriamo pesce e aragosta. Una bella cena con pesce e frutta locale conclude questa giornata da non dimenticare.

Giorno 5

Sveglia come sempre, sono distrutto. Mi è andata via la voce e la notte ho dormito male per un inizio di otite. Se mi tappo il naso e spingo sembra che esce acqua di mare. Gita a Tamarin dove passiamo davanti alle saline. Proseguiamo per la spiaggia di Flic en Flac. Bella spiaggia, quasi nessuno eccetto gli addetti alla pulizia spiaggia che rastrellano e sistemano, non si fermano mai. Risultato, spiagge perfette e curate come giardini. Sono in coma ma mi butto per una mezz’ora di snorkeling. Il reef è praticamente morto, niente di paragonabile al mar rosso per esempio. Cerco di arrivare al bordo ma le onde e la corrente molto forte me lo impediscono. Vento zero. Le previsioni davano da nord est come il giorno precedente per cui speriamo di ripetere l’esperienza di ieri. Sono le 11 e andiamo via di comune accordo, non siamo animali da spiaggia. Sosta al distributore e al supermercato per prendere dei succhi di frutta (vi segnalo la marca Diego ai frutti tropicali, mango e ananas, cocco e ananas, sono prodotti a mauritius e sono a dir poco buonissimi), baguette etc.
Si passa allo studio, carico dell’attrezzatura e poi a Le Morne. C’e vento da sud e si vedono due kite dritti in aria dietro l’isolotto davanti a La gaullette. A Le Morne stessa scena del giorno precedente. Pick up parcheggiati e venticello da sud. Gente che vaga in giro e guarda il mare. Poco male noi sappiamo dove andare, o almeno speriamo. Soliti panini al marlin di cui ormai siamo dipendenti. Foto e acquisto frutta alla bancarellla dove ci fanno vedere come si pulisce l’ananas alla mauriziana. Sosta al bagno per migliorare il rapporto peso potenza, come dice Stefano, e via. Dopo dieci km cominciamo a vedere il vento a largo. Due kite sono fuori in laguna ma non dove ci dirigiamo noi. Altri 15 km circa e si arriva alla spiaggia pubblica di Riambel che ha un nome che faccio fatica a ricordare…tipo sir salagoosa o simili. Domani controllo. Parcheggiamo, il mare è bianco di ochette e di colori pastello e non c’è nessuno. E’ l’una del pomeriggio.
Si va in spiaggia, armiamo e lancio Stefano. Marina è rimasta in macchina con le bimbe a dormire, arriverà più tardi. Quando comincio a chiedermi che tipo di lancio da solo mi conviene fare (dalla spiaggia o in acqua) ecco che arrivano dei kiters. Il primo è proprio l’istruttore del giorno prima, a cui avevo segnalato che qui c’era vento. A seguire gran parte degli istruttori della kite lagoon e per finire anche il team North per una photo session.
Stefano è già in acqua, entro anche io col twin tip, però vedo delle onde interessanti sopravento dove il fondale non sembra basso. Mi avvicino, il mare è disordinatissimo ma più avanti è ottimo e si formano delle onde notevoli. Torno subito indietro, avviso Stefano e prendiamo i surf da onda. Si risale di nuovo e comincio a sondare la zona. Le onde sono molto grandi e ordinate, mai surfate così grandi! Me la prendo con calma per controllare il fondale e di acqua ce n’è. Comincio con le prime più piccole sui 2-3 mt sul lato poi piano piano prendo coraggio e surfo sul corpo sempre più centrale. Sono da 4 –5 mt! Mi avvicino a Stefano che è rimasto a debita distanza per rassicurarlo che può avere un approccio conservativo sulla sinistra, che l’acqua c’è e che ce la può fare tranquillamente scegliendo su quale onda rischiare. Stefano mi urla che quelle non sono affato onde da 3 mt ma quasi 5 e che non se la sente. Torno in zona pensando che vedendomi si convincerà. Comincio a prendere il ritmo e a capire meglio come e dove droppare in entrata. Gli altri kiters sono usciti ma girano in laguna. Due si staccano e puntano dritti sulle onde. Uno dei due kite finisce in acqua, dopo 5 minuti riparte e torna in laguna, l’altro tira due bordi e torna indietro. Sono solo, anche se vicinissimo a Stefano che piano piano avanza per surfare le schiume o le onde successive alle principali.
Mi sento abbastanza sicuro e molto concentrato. Su e giù a scegliere le onde che sono tutte mie. Niente precedenze, c’è n'è in abbondanza. Sono montagne e quando comincia il bordo di ritorno sono in alto e vedo tutti i kite della laguna, sotto, come su una collina tonda che si gonfia e cresce. La mia visuale mi impedisce di capire bene le dimensioni, e sono troppo concentrato. Ma Stefano che vede tutto mi fa gesti eloquenti e quando torno per rassicurarlo che può provare con le onde medie mi urla che non se la sente. Più di qualcuna è tre volte me e quindi parliamo di 6 mt!
Effettivamente lo sento il muro d’acqua e in due occasioni lo vedo in tutta la sua potenza. Ho la velocità giusta e il kite nella giusta posizione. Cerco di fotografare l’attimo, poggio la mano libera sulla superficie liscia del muro e quando vuole mangiarmi scappo via per ritornare più avanti.
Non ci posso credere che riesco a farcela, non si può cadere e farsi macinare, non è il caso.
Sento il rombo e la massa che precipita avanti.
Alla fine sbaglio il ritmo e mi macina ma minimizzo i danni resistendo quel tanto da essere travolto dalla schiuma. Inverto il kite, una bella bevuta e esco fuori. Il leash da onda sembra lungo 5 mt e la tavola inchiodata sul fondo…ma e solo la forza dell’acqua. Altri errori non ce ne saranno. Riparto. Arrivano altri kite, si avvicinano, perlustrano, saggiano e lasciano. Fanno paura, anche a me molto all’inizio e anche adesso ma in qualche modo mi sono abituato. Il vento cala e si fa più fatica a partire al momento giusto e ad avere potenza quando serve. Il momento magico sta finendo. Anche la marea è in fase discendente. Prendo quella che sarà l’ultima della giornata, enorme per me, la guardo sulla ripidissima discesa mentre il ricciolo del frangente mi rincorre. Mi spara giù a velocità a cui non sono abituato. A fine corsa come sempre guardo bene il fondo tra la schiuma. Alcuni coralli sono a 30-40 cm dalla superficie e per me basta così.
Evidentemente anche per gli altri, ora siamo tutti in laguna.
Rientro e mentre Marina si prepara, quelli della North tirano manovroni davanti alla lingua di sabbia che ho descritto nel giorno 4. Stefano fa foto, anche gli istruttori si danno da fare. Entro in acqua con Marina, facciamo un po’ di body drag, rilanci, otto etc. E’ tesa ma se la cava bene anche da sola. Steven, l’istruttore con cui ha fatto un’ora di lezione due giorni prima, gli fa i complimenti e ci da appuntamento a Domenica per una lezione a Le Morne. Domani sabato sembra che non ci sarà vento. Ma noi abbiamo già deciso di provare domattina presto per vedere se rimane un po’ di nord est da sfruttare.
Giornata indimenticabile. Avrei pensato Manawa, ma sono le onde di Riambel a cancellare il mio punto di riferimento wave; Capo Mannu del 2006 dove per la prima volta avevo surfato onde di 3,5-4 mt.
A casa la sera dopo cena sono distrutto, ma la forza di scrivere la trovo lo stesso. 5 su 5. Cosa ci riserveranno gli ultimi due giorni?

Giorno 6

Sveglia come gli altri giorni, le previsioni oggi danno poco vento, sarà difficile riuscire a surfare . Ce la prendiamo comoda. Si parte dopo colazione sempre verso nord come negli ultimi giorni. Una fermata presso l'ilot Sancho, un isolotto dove pare o si pensa che fosse stato nascosto un tesoro al tempo dei pirati. Accanto all’isolotto un importante spot surf lavora alla grande. Onde di 3-4 metri e surfisti in acqua. Stefano vorrebbe provare col suo surfetto ma decide di rimandare. Saliamo sull’isolotto e poi via per fermarci 1 km più avanti presso una spiaggia di grossi ciotoli grigi. Con la risacca fanno un rumore potente e impressionante. Anche qui c’è qualche surfista in acqua e le onde, oltre che basse, raramemente sembrano buone. Comunque Stefano decide di entrare e subito la corrente lo sposta un centinaio di metri più avanti dove attende l’onda con altri in acqua. Dopo un 40 minuti buoni di attesa e nessuna onda decente, decide di uscire. Nel frattempo però, chiacchierando con un tedesco in acqua, ha scoperto che sull’altro spot, quello buono, sono tutti dei locals bianchi, piuttosto prepotenti, che ti cacciano via se ti presenti.
Si riparte per riambel per stare un po’ in spiaggia. Torno sul punto del giorno prima. Onde sul reef, ma molto più basse del giorno prima. Decido di fare una nuotata e scopro che la corrente quasi invisibile è anche invincibile. Dopo un po’ sono quasi nello stesso punto, per cui esco. Torniamo fino a Le Morne per i soliti panini e poi ci fermiamo un po’ a pochi km di distanza in una lunga baia con acqua molto bassa e prato fin quasi a riva. Il sole picchia e decidiamo per una doccia e la solita corsa al supermercato.

Giorno 7

Un giorno di attesa ci è sembrato lunghissimo. Facile dire basta così quando il vento non manca e sei bruciato dal sole e dal mare, ma oggi speriamo di chiudere con un'altra uscita, anche se non fantastica. Si va prima a Le Morne; con lo sguardo speranzoso scrutiamo le cime degli alberi ma niente. Il vento è previsto per le 15 con poco margine di tempo sul tramonto e possibilità di recupero in caso di necessità. Per cui si torna a Riambel per stare un po’ in spiaggia. Si scruta il mare di continuo in attesa di leggere i segni che preannunciano vento. Decidiamo di tornare a Le Morne per pranzo e li rimaniamo in attesa. Finalmente qualcosa arriva e tutti in acqua, Per me non è sufficiente, faccio avanti e indietro ma non posso chiamarla un uscita. Stefano, più leggero, si diverte e segna un'altra tacca. Cala la notte veloce come sempre. Domani sveglia alle 4, si torna a casa.



 
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