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Snowboard Report: Valle d’ Aosta – Neve a 360°
Contributed by Marco on Mercoledì, gennaio 30 @ 22:19:22 CET

26/12 – 31/12 Il periodo tra le feste è sempre un periodo strano, dove aspetti che arrivi la festività successiva, ricordando quella che è appena passata con un po' di malinconia. Ho così scoperto che per alleviare il dolore dei giorni tra Natale e Capodanno la soluzione migliore è quella di non smettere mai di fare festa.

1° giorno - Viaggio
Quando mia sorella mi ha chiesto se l'accompagnavo a trovare la sua amica valdostana io non ho esitato un attimo: "certo che vengo! con lo snowboard dietro però...". Così con la pancia piena di panettoni il giorno dopo Natale siamo partiti alla volta di Excenex un paesino appena fuori da Aosta.
Dopo 6 ore di viaggio sbattiamo sulle montagne della valle d' Aosta che si innalzano improvvise dalla pianura piemontese. Il tempo non è dei migliori e non riesco a scorgere molto del paesaggio (anche perchè guidavo), ma i profili alti delle montagne tutte intorno già mi fanno nascere un sorriso. Arrivati a destinazione il pomeriggio e la serata trascorrono in relax pensando però già al domani. Mia sorella aveva già avvertito i suoi amici che io avevo voglia di andare a surfare così un sacco di depliant aspettavano solo me per essere sfogliati. La scelta cade su Crevacol una piccola località lì vicino.



2° giorno - Discesa a Crevacol "Dove il sole scia con te"
Il risveglio del giorno dopo è splendido: il sole splende nel cielo e tutt'attorno le montagne innevate spingono gomito a gomito per prendere il posto migliore. Salgo a Crevacol con calma, senza nessuna fretta.
La stazione sciistica presenta due sole seggiovie e purtroppo la neve scarseggia, ma il sole brilla alto nel cielo e di gente se ne vede poca. Così dopo un due discese di riscaldamento, giro gli attacchi e incomincio a correre sulle piste ottimamente battute. Durante le risalite in seggiovia, mi accorgo di quante possibilità di fare fuoripista ci siano in questo piccolo comprensorio, peccato solo che la neve non sia abbastanza da coprire i sassi del terreno.
Dopo una breve pausa pranzo, e dopo averle sentite perché correvo troppo, decido di concludere la giornata scendendo per la pista nera che dalla parte alta porta fino al parcheggio. Più che una pista nera era una pista verde-erba visto il terreno esposto un po' ovunque per tutta la sua lunghezza. E’ vero, ho rischiato di rovinare la tavola, però ho potuto gustarmi uno splendido tramonto.
Dopo una doccia veloce, io e mia sorella siamo scesi ad Aosta per andare a visitare la prima parte dell’ interessante mostra “Arrivano i Beatles – Storie di una generazione” che durerà fino a maggio. Dopo cena a letto presto che “domani è un altro giorno”.



3° giorno - Backcountry
Sono in Valle d'Aosta e volete che mi faccia scappare l'occasione per fare un po' di Backcountry?Non sia mai! Con l'amico di mia sorella decidiamo, io con le ciaspe e lui con le pelli di foca, di salire al Col Champillon.
Saliamo con la macchina lungo la strada innevata fino a dove le gomme termiche ce lo permettono,e dopo aver montato le catene, fatto due metri e rischiato di cadere giù per il pendio, decidiamo di parcheggiare la macchina e di iniziare a salire a piedi. Tagliando i tornanti della strada e infilandoci successivamente in un boschetto, arriviamo a quello che d'estate è il parcheggio di partenza per le escursioni in zona.
Qua il paesaggio si fà già fantastico e la neve ricopre tutto (lo so che detto così non rende, ma preferisco far parlare le fotografie). La temperatura è fantastica e il luogo anche, così pian pianino, dopo circa 2ore e mezza raggiungiamo la sella e facciamo qualche foto di rito. Siamo a 2709 metri e ci sarebbe anche la possibilità di fare ancora un 400 metri di dislivello e raggiungere una vetta subito lì vicino, ma per la prima uscita dell' anno mi accontento. La discesa è divertente così come la neve, peccato solo per le troppe numerose tracce di altri scialpinisti (e di motoslitte!) che non mi permettono di fare una bella linea fluida.
Ritornati alla macchina incomincia il divertimento. Io decido di scendere ancora un po' con la tavola ai piedi per i prati circostanti mentre il mio amico avrebbe preso la macchina e avrebbe iniziato a scendere: ci saremmo incontrati sulla strada verso valle. Dopo aver tirato qualche curva con poca soddisfazione inizio ad aspettare il mio amico. Aspetta aspetta il mio amico non arriva, il cellulare non mi funziona e io non so tornare a casa. Inizio a scendere a piedi lungo la strada. Il mio telefono ha un sussulto e si accende, mi arriva un messaggio; il mio amico è rimasto bloccato con la macchina e devo tornare su ad aiutarlo. Inizio a risalire la strada, ma per fortuna, chiedendo aiuto, incontro chi, aveva già mandato alcuni amici a liberare l'auto dalla neve. Finalmente riusciamo a raggiungere casa superaffamati, stanchi, ma contenti.
Dopo aver spazzolato due etti di pasta a testa si ridiscende in città per vedere la seconda parte della mostra sul quartetto di Liverpool e per farci un giro per il capoluogo di questa bella regione.



4° giorno - Fondo a Cogne
Per accontentare un po' tutti, il quarto giorno siamo andati a Cogne (sì quella famosa) per fare un po' di fondo nel parco nazionale del Gran Paradiso.
Al nostro arrivo, la temperatura era attorno ai –7 e il sole si faceva ancora attendere però il paesaggio si presentava già molto bello; tutt’attorno le montagne innevate e un sacco di camosci che saltavano liberi da una roccia affiorante all’ altra. Era un sacco di tempo che non facevo fondo, e la sensazione di avere due sci ai piedi non me la ricordavo, ma nonostante un due cadute, che ho cercato di fare più scenografiche possibili, la sciata è andata bene. Dopo aver fatto un anello a Valnontey siamo scesi a valle fino a raggiungere le piste di Cogne dove abbiamo concluso la nostra giornata.
La sera freschi e puliti siamo andati a visitare una mostra fotografica di Davide Camisasca intitolata “Profili di luce” dove erano esposte fantastiche e meravigliose foto in bianco e nero di paesaggi montani.


5° giorno - Discesa a La Thuile
Per l’ultimo giorno del mio viaggio ad ovest, mi hanno portato a La Thuile famosa località sciistica a cavallo tra Francia e Italia sul colle del piccolo San Bernando. La giornata non era bellissima e le nuvole basse hanno influito sulla visibilità delle prime discese sul versante Italiano, così abbiamo deciso di spostarci verso la Francia. Ma il tempo che sciavamo in direzione del paese transalpino, le nuvole ci precedevano lasciando sgombero il cielo italiano e riavvolgendoci nella nebbia. Si ritorna indietro. Dopo aver preso una seggiovia che ci ha fatto rischiare di cadere di faccia nella neve, e uno skilift rigido ad agganciamento manuale di infinita lunghezza (un’ esperienza terribile!!!) ritorniamo sui versanti della valle d’Aosta. A quel punto il cielo era quasi sgombro e le montagne si mostravano in tutto il loro splendore, e una risplendeva di fascino più delle altre: il Monte bianco. Non posso descrivervi cosa ho provato a guardare i suoi 4810 di rocce e neve, posso solo dirvi che guardando la sua cima con un pennacchio di nuvole il mio amore per la montagna è aumentato.
Con una visibilità nettamente migliorata, possiamo darci a un po’ di freeride limitato purtroppo dalla mancanza della bianca copertura. Se c’è neve però, a la Thuile si può veramente scendere dappertutto! La giornata trascorre piacevole tra un po’ di fuoripista e l’ammirazione del paesaggio. Beh come finale non ci si poteva aspettare di meglio. Grazie Valle d’ Aosta.



6° giorno – Ritorno
Purtroppo è arrivato il tempo di riattraversare l’ Italia da ovest ad est per andare a passare il capodanno sulle nostre montagne, così la mattina del 6° giorno, dopo aver ringraziato tutti, io e mia sorella partiamo per rientrare a casa.
Prima di abbondare la più piccola regione italiana ci fermiamo nel borgo di Bard per andare a visitare il suo forte. Dopo una bella strada a serpentina, raggiungiamo il forte militare e scopriamo che al suo interno c’è una mostra permanente multimediale sulle Alpi; purtroppo però le lancette dell’orologio corrono e noi non abbiamo tempo e così, a malincuore, rinunciamo alla visita e riprendiamo il nostro viaggio verso il Friuli con una scusa in più per ritornare in questo splendido angolo d’Italia.




p.s.= le poche foto qua sotto non rendono la bellezza dei posti che ho visto..toccherà tornarci..



 
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